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Dronero
Un borgo medievale all’imbocco della Valle Maira

Dronero 

Dronero

Il Ponte del Diavolo di Dronero
Il Ponte del Diavolo di Dronero (Foto Bruno Rosano)

La storia di Dronero

La fondazione di Dronero risale agli anni anteriori al 1240, data che si trova sul primo atto comunale, quando gli abitanti dei borghi vicini si trasferirono sull’altura tra il torrente Maira e l’antico Rio Rigamberto. Fu per un breve periodo alleato, ma in forma gregaria, del Comune di Cuneo. Verso la metà del secolo XIII ebbe inizio la dominazione dei Marchesi di Saluzzo, che durerà per circa quattro secoli. Tommaso I di Saluzzo impose la propria giurisdizione politica ed economica, ma riconobbe il diritto degli uomini di Dronero e della Valle Maira di amministrare la propria vita interna secondo gli usi e i costumi dell’epoca che vennero raccolti negli “Statuti”. Questo periodo fu caratterizzato da sviluppo, ricchezza e fervore culturale per i contatti con la Provenza. Purtroppo il carattere bellicoso dei Saluzzo coinvolse il Borgo in continue guerre, in scorrerie di truppe mercenarie, di eserciti e in frequenti assedi. I Droneresi, seppure dispersi, tiranneggiati e taglieggiati, nei brevi periodi di pace, realizzarono le loro opere più importanti e realizzarono i palazzi più belli. Il ponte del diavolo risale al 1428 e la bella chiesa parrocchiale in stile gotico, al 1461. estintasi la famiglia dei Saluzzo, Dronero passò sotto la giurisdizione del re di Francia e per un breve periodo fu infeudata con il titolo marchionale a Filippo d’Este, marito di Margherita di Savoia. L’ingresso in città di Filippo d’Este nel 1646 è rappresentato nell’ottocentesco telone del Teatro conservato nella sala consigliare del Municipio. Nel 1747 passò definitivamente al casato Sabaudo. Carlo Emanuele III di Savoia, nel 1749, concesse a Dronero il titolo di città. Ebbe così inizio un periodo di pace e di sviluppo che ne fece, con Cuneo, il centro più industrializzato del comprensorio.

Dall’ultimo decennio del 1800 fino all’avvento del fascismo, vi fu un ulteriore sviluppo grazie anche all’influenza del Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, discendente da una famiglia originaria della Valle Maira, che ebbe in Dronero il suo Collegio elettorale.

I Droneresi non tradirono il loro spirito di uomini liberi anche negli anni bui del fascismo e, nell’autunno 1943 gli antifascisti locali salirono sui monti e diedero vita alle prime formazioni partigiane. Dronero pagò un pesante tributo alla causa della libertà: deportazioni a Mathausen, fucilazioni, otto bombardamenti, dal 12 al 17 febbraio 1945, che causarono rovine, 38 morti e lo sfollamento totale della città. La Liberazione giunse finalmente il 26 aprile 1945.

Oggi Dronero è una città dal clima salubre, caratterizzata da una posizione geografica particolare. Si trova infatti al centro di un naturale anfiteatro montuoso che la protegge ed è circondata una ricca e pressoché incontaminata natura che rende piacevole il soggiorno in tutte le stagioni.

Dronero e i comuni limitrofi sono circondati da innumerevoli beni artistici variamente dislocati.

Da ricordare le frazioni Ricogno, Monastero e Pratavecchia, ricche di memorie medievali come la torre di avvistamento del XII sec. detta la Torrazza, sulle sponde del Maira, o i resti dell’antico monastero femminile di S. Antonio.

Sul versante destro del Maira si presenta nelle forme barocche, il Santuario di Ripoli. Di qui la strada sale fra i boschi su per il monte sino al piccolo comune di Montemale sovrastato dall’imponente castello, ricostruzione fatta agli inizi del novecento sulle rovine di quello antico dell’XI secolo. 

Dalla circonvallazione di Dronero sale una via lungo la quale si incontra la piccola chiesa di S. Maria Delibera e il Santuario di San Costanzo al Monte, uno dei monumenti romantici più interessanti della Regione. Eretto agli inizi dell’VII sec. sul luogo del martirio di Costanzo, milite romano nella legione Tebea, fu distrutto dai Saraceni e ricostruito in varie riprese a partire dall’XI sec.

Dal Santuario si può scendere direttamente al paese di Villar San Costanzo, noto per i caratteristici Ciciu costituiti da una colonna di terra erosa dall’acqua sormontata da un pietrone scuro. Sono sparsi nel verde della collina e sembrano funghi giganteschi.

Inoltre chi visita Villar non può tralasciare l’Abbazia Benedettina fondata intorno all’VIII secolo; di essa rimangono la Cripta dell’XII sec. e la Cappella di San Giorgio con affreschi del XV secolo. 

Per chi ama  l’arte, la storia e la natura, Dronero e la Valle Maira propongono scorci di borgate medievali ancora intatte, castelli e piccole cappelle affrescate, antiche chiese fiere e isolate nel loro splendore, in un susseguirsi di testimonianze che ci portano a ripercorrere gli antichi sentieri. Inoltre la nostra valle e Dronero mettono a disposizione alberghi, locande, ristoranti, trattorie e agriturismi, a conduzione famigliare, il che assicura particolare cordialità nel rapporto con il cliente. La gastronomia ha caratteri di genuinità e accuratezza. Si va diffondendo il recupero di piatti della tradizione occitana, tra cui i classici “ravyolos”(gnocchi di patate), doba con polenta, cipolle ripiene, acciughe in salsa, tortino di grano saraceno con bagna bianca.

I MONUMENTI

Dronero era cinta da mura fortificate visibili, in parte, verso il Rio Roccabruna.

Una delle porte di accesso si apriva sul Ponte Vecchio detto anche “del diavolo” costruito nel 1428. edifici medievali sono individuabili nel tessuto urbano con finestre gotiche decorate in cotto, bifore, portali in pietra, cornici e colonne rimaste a ricordo della presenza di numerose case signorili. 

Il Foro Frumentario a pianta ottagonale fu costruito nella prima metà del ‘400. nel 1522, in occasione della peste, fu trasformato in Cappella di San Sebastiano. 

La chiesa parrocchiale in stile tardo gotico, dedicata ai santi Andrea e Ponzio, è sorta sui resti di un edificio più antico negli anni fra il 1455 e il 1461.

La Chiesa dei Cappuccini è quanto rimane dell’omonimo convento fondato nel 1621 dia Padri per contrastare “l’infezione” calvinista.

Ai primi anni del XVII secolo risalgono le Cappelle di San Rocco, Santa Brigida. La riedificazione della Confraternita del Gonfalone risale al 1712. 

L’ospedale sorse nel 1770 sui ruderi del castello. Di questa epoca i numerosi palazzi della nobiltà e della ricca borghesia: palazzo dei conti Voli ospita attualmente la scuola materna privata, palazzo Savio un tempo sede della pretura, palazzo Allodi, attuale sede del municipio.

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