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Chiese
Beni artistici a Macra

EDIFICI, MONUMENTI ED ITINERARI ARTISTICI A MACRA
Mistà. Dal 2000 Macra rientra ogni anno, nel periodo estivo, nelle iniziative di Mistà (che significa icona, immagine sacra), che comprende l’apertura con accompagnamento guidato di tutti i beni religiosi risalenti al periodo romanico-gotico delle quattro valli del Marchesato di Saluzzo, secondo un calendario differenziato da valle a valle. Nel programma Mistà viene proposto anche l’omonimo Festival che organizza eventi musicali di grande pregio con artisti provenienti da tutto il mondo. I beni del circuito Mistà sono oltre quaranta su tutto il territorio delle Comunità Montane Valli Po-Bronda-Infernotto, Varaita, Maira e Grana.
A Macra sono comprese nell’itinerario le due splendide cappelle di San Salvatore e San Pietro.

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Cappella di San Salvatore
Isolata su un breve spiazzo creato dalla rettificazione della strada che porta in Valle Maira prima di arrivare a Macra, la cappella di San Salvatore rappresenta la più antica testimonianza di insediamento cristiano presente nella zona. Fu fondata nel XII sec. dai canonici di Oulx, che già nel 1148 erano proprietari del terreno. Nel 1386 era però dipendente dalla pieve di Caraglio e pagava il cattedratico alla chiesa di Torino.
È un edificio in pietra rozzamente squadrata e ciottoli di fiume con copertura in “lausas” e un portico (pronao) sorretto da colonne rotonde; presenta una facciata a vela ed un piccolo campanile a vela con due monofore.
L’interno è formato da una sola navata con soffitto a capriate a vista e abside semicircolare affrescata.
Sui muri laterali del presbiterio, intervallati da tre monofore, si trovano affreschi databili agli inizi del XIII secolo; finiva qui il primo nucleo della chiesa antica. Rappresentano scene della Bibbia e sono stati in parte rovinati dalla successiva apertura di due piccole finestre e dall’allungamento della navata nel XVIII secolo.
La decorazione romanica proseguiva poi sull’arco trionfale dove ora troviamo una bella Annunciazione. Sulla parete destra sono rappresentate in due riquadri sovrapposti, la tentazione di Adamo ed Eva e una scena di battaglia. Sul lato sinistro è invece raffigurato un banchetto con una danzatrice accompagnata da un citaredo. Nel registro inferiore l’offerta del grano da parte di Caino e Abele.
Verso le metà del XV secolo venne sovrapposta o dipinta nell’abside una fascia con gli Apostoli suddivisi in quattro riquadri intervallati da tre monofore; ognuno è identificato con il nome in caratteri gotici e gli attributi del martirio. Nella calotta absidale il Cristo nella mandorla divide i quattro Evangelisti, racchiusi a due a due in cattedra mentre compongono la frase iniziale dei rispettivi vangeli. Sui piedritti dell’arco vediamo Santa Caterina d’Alessandria e Sant’Antonio Abate.
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Cappella di San Pietro e la danza macabra
A poca distanza da borgata Villar, sull’antica mulattiera che sale a Camoglieres, dove si trovano tracce di antiche vigne, sorge la cappella di San Pietro; un tempo questa era l'antica strada medievale della Val Maira.
All’esterno della costruzione, risalente al XIII secolo, spiccano quattro guglie ed un piccolo campanile a vela. Il portico (pronao) che ne scherma la facciata era luogo di sosta e riparo per i pellegrini e i viandanti. Questa struttura permetteva di controllare l’ingresso in paese di carovane e forestieri, specialmente in caso di pestilenze, tramite una sbarra posta di traverso alla via: in queste circostanze forse la cappella veniva utilizzata anche come lazzaretto.
L’aula quadrata, di dimensioni contenute, presenta un’eccezionale ricchezza di affreschi. Le vele della volta, a crociera conica di purissime linee gotiche, sono occupate dai padri della Chiesa seduti su scranni. Sulla parete orientale sono rappresentate la Natività, l’Adorazione dei Magi e la Circoncisione, cui rispondono sulla parete opposta le Storie di San Martino; ai lati del portale è affrescata l’Annunciazione. Nella cappella è presente un piccolo altare in muratura; alle spalle dell’altare l’affresco originale è andato perduto, ma tra i frammenti si riconosce il Beato Pietro di Lussemburgo in preghiera davanti al crocefisso, dedicatario della cappella; i Santi Pietro e Paolo; nella parte superiore c’era una Madonna un trono, oggi sostituita da un affresco di inizio Settecento.
Tra le scritte poco leggibili compare la firma del pittore “Thomas de Biazaciis”.
La Danza Macabra: Di particolare rilievo, recentemente scoperta, è la decorazione del registro inferiore che corre lungo le pareti; qui un ignoto pittore, probabilmente locale, tardo-quattrocentesco, raffigurò una Danza Macabra. Tale figurazione, di origine francese e nordica, è rarissima in Piemonte: per ora se ne conosce soltanto quella della chiesa di San Martino di Saluzzo, nella quale restano solo due figure.
Si tratta di un vero e proprio ballo, di un dialogo fra i vivi e i morti rappresentati da scheletri danzanti che trascinano con sè i vivi appartenenti alle diverse categorie sociali, sovrani, papi e prelati, mercanti, cavalieri... Ad ogni situazione corrisponde un breve dialogo tra il personaggio e lo scheletro in occitano antico di tipo corsivo. In età protestante questa parte è stata scalpellata per cui i visi non sono agevolmente leggibili.

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Parrocchiale di Santa Maria Assunta

Era l’antica parrocchiale della frazione Albaretto fino agli anni Sessanta, quando venne costruito un nuovo edificio.
Collocata nel bosco tra le borgate Serremorello e Chiatignano, è anch’essa presumibilmente d’epoca gotica. Nonostante gli affreschi interni siano andati perduti, restano però intatti il campanile, il corpo monumentale ed il portale in pietra con immagini scolpite.

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Parrocchiale di San Marcellino

Intitolata al Santo patrono di Macra, è collocata sul poggio del Villar in bella posizione panoramica. Al suo interno gli affreschi sull’ala destra testimoniano che parte della sua fondazione risale probabilmente al XV secolo.

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San Marcellino Papa
(Pontificato 296 d.C. - 304 d.C)

Il Patrono di Macra è San Marcellino Papa,
ricordato il 26 aprile.

Marcellino (il cui nome è diminutivo di Marco, ossia nato in marzo, sacro a Marte) fu eletto papa il 30 giugno del 296.
Morì il 25 ottobre 304, nel secondo anno delle persecuzioni dell'imperatore Diocleziano.

Il predecessore di San Marcellino fu Papa Caio, al tempo in cui il cristianesimo era tollerato nell'Impero Romano.
A seguito della spartizione decisa dal senato,
Diocleziano venne nominato a capo dell'Impero d'Oriente, Galerio governatore di Roma e Massimiano governatore di Milano. Fu il tetrarca Cesare Galerio, acerrimo anticristiano, ad iniziare la persecuzione dei cristiani, con la scusa della loro invadenza sulle terre imperiali. Recatosi a Nicomedia (l'odierna Izmit, a 100Km da Instambul), Galerio convinse Diocleziano a ritornare al paganesimo e perseguire tutti i dissidenti.
Il 23 febbraio 303 fu incendiata la chiesa di Nicomedia; i cristiani allora appiccarono per ben due volte il fuoco al palazzo imperiale: di conseguenza il pugno di ferro si inasprì brutalmente: le milizie romane confiscarono i beni dei cristiani e migliaia di persone furono condannate a morte.

È in questa stessa persecuzione, iniziata in Oriente ma presto applicata anche da Massimiano in Italia, che in Piemonte venne massacrata l'intera "legione tebea", formata esclusivamente da cristiani, fra cui San Costanzo, San Chiaffredo, San Magno, San Ponzio, San Dalmazzo. Un altro santo importante della tradizione locale, San Sebastiano, fu martirizzato in quegli anni.

Lo stesso Marcellino, di cui si dice avesse in un primo momento offerto incenso agli dei pagani, fu forse decapitato per ordine dell'imperatore Diocleziano il 26 aprile (altre fonti riportano il 25 ottobre) del 304, e le sue spoglie deposte nel cimitero di Priscilla; il suo successore, ma soltanto a partire dal 308, fu papa Marcello I.

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Itinerari artistici a Macra

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Itinerario artistico dell’antico comune di Alma
Questo itinerario tocca i beni religiosi più significativi dell’antico territorio di Alma. La durata dipende dalla permanenza nei vari luoghi di culto.
Cappella di San Giacomo (b.ta Bedale) — Parrocchiale di San Marcellino Papa (b.ta Villar) - Cappella di San Pietro — affreschi murali (b.ta Camoglieres) — Cappella di San Bernardo (b.ta Camoglieres) — Cappella di San Salvatore.
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Itinerario artistico dell’antico comune di Albaretto
Questo itinerario tocca i beni religiosi più significativi dell’antico territorio di Albaretto. La durata dipende dalla permanenza nei vari luoghi di culto.
Antica Parrocchiale di Maria Vergine Assunta — Affreschi murali (b.ta Garino) - Cappella Madonna delle Grazie (b.ta Garino) — Cappella di Sant’Anna ( b.ta Colletto) — Statua della Madonna Alpina — Cappella di San Bartolomeo (Aramola) — Cappella della Madonna — Cappella di San Magno (b.ta Palent).
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