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Impronte dal passato
Impronte dal passato: un progetto scientifico sull'Altopiano della Gardetta
PROGETTO “IMPRONTE DAL PASSATO”

L’Associazione Escarton è lieta di comunicare la pubblicazione di un articolo sulla rivista scientifica internazionale Peerj (sedi in California e Londra), in cui viene presentata l’importanza delle scoperte avvenute sulle impronte di rettili triassici rinvenuti sull’Altopiano della Gardetta in Valle Maira.
L’articolo è il risultato di quattro anni di ricerca scientifica da noi finanziata che ha coinvolto le Università̀ di Torino, Roma, Genova, il Museo Paleontologico di Zurigo, il Muse di Trento e la Società̀ Geologica Italiana.
Dopo una prima serie di impronte scoperte nel 2008/2009, le ricerche sono riprese nel 2017-2020 con il ritrovamento di una nuova spettacolare pista descritta in dettaglio nell’articolo che si può̀ scaricare gratuitamente in formato open access sul sito della rivista.

Di seguito si riporta il comunicato stampa ufficiale diffuso dalle università̀ coinvolte. 

comunicato stampa impronte gardetta

Torino, 14 gennaio 2021
COMUNICATO STAMPA

SCOPERTE ORME FOSSILI DI GRANDI RETTILI SULLE ALPI OCCIDENTALI

Uno studio appena pubblicato a firma di geologi e paleontologi delle Università di Torino, Roma Sapienza, Genova, Zurigo e del MUSE - Museo delle Scienze di Trento, ha istituito un tipo di impronta fossile nuova per la scienza, denominata Isochirotherium gardettensis, in riferimento all’Altopiano della Gardetta nell’Alta Val Maira in cui è stata scoperta.

Un’inattesa scoperta paleontologica, appena pubblicata sulla rivista internazionale PeerJ da un team multidisciplinare di ricercatori italiani e svizzeri, descrive una serie di orme fossili impresse da grandi rettili vagamente simili a coccodrilli nel passato più profondo delle Alpi occidentali, circa 250 milioni di anni fa. Le impronte sono state scoperte a circa 2200 metri di quota nella zona dell’Altopiano della Gardetta nell’Alta Val Maira (Provincia di Cuneo, Comune di Canosio) in seguito al lavoro di tesi del geologo dronerese Enrico Collo. Nel 2008, insieme al prof. Michele Piazza dell’Università di Genova e nel 2009 con Heinz Furrer dell’Università di Zurigo, identificarono nelle rocce della zona alcune tracce di calpestio lasciate da grandi rettili, originariamente lasciate fra i fondali fangosi ondulati di una antica linea di costa marina in prossimità di un delta fluviale. 
Lo studio appena pubblicato a firma di geologi e paleontologi del MUSE - Museo delle Scienze di Trento, dell’Istituto e Museo di Paleontologia dell’Università di Zurigo e delle Università di Torino, Roma Sapienza e Genova, in accordo con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Alessandria Asti e Cuneo, le descrive in parte come orme fossili dell’icnogenere Chirotherium e istituisce inoltre un tipo di impronta fossile nuova per la scienza, denominata Isochirotherium gardettensis in riferimento all’altopiano in cui è stata scoperta. 
“È stato molto emozionante notare appena due fossette impresse nella roccia, spostare un ciuffo erboso e realizzare immediatamente che si trattava di un’impronta lunga oltre trenta centimetri: un vero tuffo nel tempo profondo, con il privilegio di poter appoggiare per primo la mano nella stessa cavità dove in centinaia di milioni di anni se n'era appoggiata soltanto un'altra; mi è venuto spontaneo rievocare subito l'immagine dell'animale che lasciò, inconsapevolmente, un segno duraturo nel fango morbido e bagnato, ma destinato a divenire roccia e innalzarsi per formare parte della solida ossatura delle Alpi” ha dichiarato il paleontologo Edoardo Martinetto del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, primo scopritore delle nuove tracce.
Secondo Fabio Massimo Petti del MUSE - Museo delle Scienze di Trento, esperto di orme fossili e primo autore del lavoro, si tratta di un ritrovamento unico in Europa: “Le orme sono eccezionalmente preservate e con una morfologia talmente peculiare da averci consentito la definizione di una nuova icnospecie che abbiamo deciso di dedicare all’Altopiano della Gardetta”. 
Il paleontologo Massimo Bernardi del MUSE sottolinea che questi ritrovamenti testimoniano la presenza di rettili di grandi dimensioni in un luogo e un tempo geologico che si riteneva caratterizzato da condizioni ambientali inospitali. Le rocce che preservano le impronte della Gardetta, formatesi pochi milioni di anni dopo la più severa estinzione di massa della storia della vita, l’estinzione permotriassica, dimostrano che quest’area non era totalmente inospitale alla vita come proposto in precedenza. 
“Non è possibile conoscere con precisione l’identità dell’organismo che ha lasciato le impronte che abbiamo attribuito a Isochirotherium gardettensis, ma, considerando la forma e la grandezza delle impronte, e altri caratteri anatomici ricavabili dallo studio della pista, si tratta verosimilmente di un rettile arcosauriforme di notevoli dimensioni, almeno 4 metri” ha rimarcato il paleontologo Marco Romano della Sapienza Università di Roma.
"Ricordo la grande emozione provata in occasione della prima scoperta, con l'amico Enrico Collo nel 2008, il piacere intellettuale della prima campagna di rilievi con Enrico e Heinz Furrer nel 2009 e poi la grande soddisfazione scientifica avuta nel lavorare con una così prestigiosa squadra di ricercatori, il tutto nella consapevolezza che questa rilevante novità scientifica si colloca in un territorio di spettacolare bellezza paesaggistica, accrescendone il già grandissimo valore naturalistico" ha ricordato il Prof. Michele Piazza dell’Università di Genova.
Per il raggiungimento di questi risultati è stato determinante il contributo organizzativo ed economico dell’Associazione Culturale “Escarton” che ha sostenuto il progetto a partire dal 2016 e che, grazie al Presidente Giovanni Raggi, ha rappresentato l’intermediario fra il mondo della ricerca e quello delle istituzioni locali rappresentate dai Sindaci dei comuni di Canosio e Marmora, nonché dall’Unione Montana Valle Maira.
Il progetto di ricerca è destinato a svilupparsi ulteriormente grazie all’estensione dell’area di ricerca e alla raccolta di ulteriori informazioni sulla associazione di rettili triassici che hanno lasciato tracce nella zona ma soprattutto grazie alla diffusione dei risultati delle ricerche geo-paleontologiche mediante la creazione di un Geo-Paleo Park, comprendente un centro visitatori e un giardino geologico didattico-divulgativo. 
“La nostra prossima sfida”, sottolinea il coordinatore del progetto Massimo Delfino del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino, “è trovare la copertura finanziaria che garantisca una raccolta accurata ed esaustiva delle informazioni di importanza scientifica, la conservazione a lungo termine del patrimonio paleontologico della Gardetta e la sua valorizzazione in un’ottica di promozione culturale e turistica delle caratteristiche naturali della Val Maira”.

Università degli Studi di Torino – UFFICIO STAMPA

Stefano Palmieri – 3406760819 – 0116702754

ufficio.stampa@unito.it

Sapienza Università di Roma – SETTORE UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE

Alessandra Bomben – 3669243921 – 0649910035/0034      

stampa@uniroma1.it

Museo delle Scienze di Trento – Referente ufficio stampa

Tommaso Gasparotti – 0461 270 337

tommaso.gasperotti@muse.it

Università di Genova – Area Direzionale, Settore Relazioni Esterne

Claudia Ferretti – 3294096146 – 010 20951872/51920/51859

claudia.ferretti@unige.it 


È possibile leggere l’articolo completo al seguente link: https://peerj.com/articles/10522/ 


Altopiano Gardetta
Altopiano della Gardetta - Foto Fabio Petti

Foto Enrico Collo
La parete delle prime impronte ritrovate nel 2008-2009, con spettacolari ripple-marks ondulati - Foto Enrico Collo

Chirotherium di Ticinosuchus ferox
La prima delle impronte scoperte nel 2008 - Foto Enrico Collo

Ticinosuchus Gardetta
Il Ticinosuchus ferox, l'arcosauro che lasciò le impronte ritrovate nel 2008 - Foto Enrico Collo

Foto Fabio Petti
La nuova pista di impronte ritrovata nel 2017 - Foto Fabio Petti


Ricostruzione del rettile 
Erythrosuchidae responsabile delle nuove impronte del 2017 - Rendering Fabio Manucci

gruppo lavoro Gardetta
Gruppo di lavoro della Gardetta nell'estate 2017 - da sinistra a destra: Attilio Dalmasso Massimo Delfino, Heinz Furrer, Edoardo Martinetto (con
 in mano la riproduzione delle nuove impronte da lui scoperte), Fabio Petti, Enrico Collo, Loredana Macaluso, Roberto Jarre, Giovanni Raggi).

Presentazione dell’Associazione Escarton 

L’Associazione  Escarton si costituisce in Macra nel 2001. Gli obiettivi dell’Associazione sono la valorizzazione, la promozione, il recupero e lo sviluppo della cultura locale della Valle Maira nelle sue diverse forme espressive: musica, pittura, lingua, opere artistiche. Al suo attivo vanta il coordinamento di concerti di musica tradizionale occitana e di rassegne concertistiche in Valle Maira, in collaborazione con Enti, Associazioni e Proloco.

Innumerevoli gli interventi di conservazione portati a compimento.

Dal 2008 l’Associazione idea e avvia il progetto “Meridiane d’Oc”, finalizzato al recupero e alla valorizzazione dei complessi gnomonici presenti sul territorio, portando a compimento il restauro di sedici quadranti solari antichi presenti in otto complessi gnomonici della Valle Maira.

Su incarico della Regione Piemonte e della Comunità̀ Montana realizza la catalogazione delle opere pittoriche presenti su case rurali della Valle Maira e si avvia il progetto “Artisti in Cammino”.

Ad oggi si sono portati a compimento il restauro conservativo di dodici affreschi presenti su case rurali, il restauro di tre tele e degli arredi lignei di una chiesa, il restauro di una tela presente nel museo di Arte Sacra di Acceglio e ora esposta nella Sala Verde di Palazzo dei Vescovi a Saluzzo, oltre ad altre iniziative di stimolo e di collaborazione con privati, enti e associazioni.

Negli ultimi due anni si è concluso il restauro conservativo di quattro croci rogazionali medioevali in pietra e di una fontana cinquecentesca la cui scultura è attribuita agli Zabreri, affiancando il recupero di tre lapidi commemorative di eccidi avvenuti durante l’ultimo conflitto.

Legame tra l’Associazione Escarton e le impronte fossili della Gardetta

Le impronte ritrovate alla Gardetta (Valle Maira, Comune di Canosio) appartengono alla classe di rettili chiamati arcosauri (2008-2009) e eritrosuchidi (2017-2020), i progenitori dei dinosauri che abitarono il pianeta Terra 250 milioni di anni fa.

Già̀ dal 2001, in seguito alla tesi di laurea del geologo Enrico Collo e all’interessamento del prof. Michele Piazza (Università̀ di Genova), l’Altopiano della Gardetta è stato inserito nell'elenco dell'Inventario Nazionale dei Geositi. Sempre loro nel 2008 effettuarono la scoperta delle prime impronte di rettili triassici, studiate poi nel 2009 insieme ad Heinz Furrer (Museo Paleontologico di Zurigo).

Nel 2015, in occasione di una visita con la Soprintendenza per la redazione di un articolo pubblicato nei Quaderni sul sito paleontologico della Gardetta, veniamo sensibilizzati sull’importanza dei ritrovamenti effettuati.

Nel 2017 si decide di creare  un gruppo di lavoro qualificato per avviare il progetto “Impronte dal Passato”, che si concretizza  grazie al coinvolgimento di Attilio Dalmasso del Museo dei Fossili di Bernezzo, dei professori Edoardo Martinetto e Massimo Delfino dell’Università̀ di Torino, con la preziosa collaborazione del ricercatore Fabio Massimo Petti del Muse di Trento, della dott.ssa Deborah Rocchietti e oggi Alberto Crosetto funzionari della Soprintendenza Archeologica del Piemonte.

Fino a pochi anni fa non erano note orme fossili di arcosauri nelle rocce del Triassico Inferiore delle Alpi Occidentali. Poi sono state effettuate due  eccezionali scoperte in provincia di Cuneo.

Il primo sito, scoperto nel 2015, si trova in Valle Tanaro; il secondo, il più rilevante, si trova in Valle Maira sull'Altopiano della Gardetta (Comune di Canosio, Provincia di Cuneo).

Qui, su una superficie di arenarie quarzose, sono state rinvenute  decine di orme di arcosauri, la prima volta nel 2008-2009 quando furono individuate e mappate due “camminate” lunghe circa 3 metri riferibili all’icnogenere Chirotherium.

Con gli studi ripresi nel 2017, poco a monte della superficie già nota sono state individuate le  quattro nuove coppie di impronte delle zampe anteriori e posteriori di un grande arcosauro quadrupede, lungo più di 4 metri e riferibili ad un icnogenere denominato Isochirotherium.

Le orme sono preservate straordinariamente e mostrano dettagli incredibili degli arti che le hanno impresse,  come ad esempio le  tracce dei cuscinetti falangeali (i cuscinetti carnosi posti sotto le dita) e degli artigli.

Riguardo all’animale che le ha impresse, suggeriscono la sua appartenenza agli eritrosuchidi (Erythrosuchidae), un gruppo di grandi rettili arcosauromorfi.

I primi risultati ottenuti dalla ricerca svolta nell'ottobre 2017, sono stati presentati da Fabio Petti il 6-8 giugno 2018 al Convegno Nazionale di Paleontologia tenutosi al Muse di Trento, in cui si è evidenziato come "le impronte della Gardetta rappresentano evidenze ben documentate della presenza di tetrapodi terrestri nel Brianzonese Alpino e che ulteriori analisi saranno necessarie per definire con maggiore precisione l'età dell'affioramento e per comprendere i modelli di evoluzione e migrazione geografiche di questo gruppo di rettili del TriassicoSi tratta di un ritrovamento che ha pochi raffronti a livello continentale (tracce di quel periodo si trovano solo in altri 5 posti in Europa) e, pertanto, merita un'attenzione particolare oltre alla necessità di proseguire ed intensificare le ricerche, visto l'alto rischio di distruzione dovuto all'erosione accelerata a cui la parete è sottoposta".

Lo studio delle impronte in questi anni ha seguito sia metodologie tradizionali (con rilievi e disegni effettuati sul terreno), ma anche grazie al l’utilizzo di tecniche digitali innovative come la Close Range Photogrammetry che ha permesso l’elaborazione di modelli tridimensionali ad altissimo dettaglio di tutte le impronte individuate. Nello studio delle impronte sono stati coinvolti anche il disegnatore Fabio Manucci, che ha realizzato modelli digitali tridimensionali del nuovo rettile, il prof. Marco Romano della Sapienza di Roma e il paleontologo Massimo Bernardi del Muse di Trento per le interpretazioni paleoclimatiche e ambientali, più diversi studenti, collaboratori e ricercatori che negli anni sono venuti ad aiutare durante le varie campagne di ricerca.

Abbinate alla ricerca scientifica, negli anni si sono susseguite escursioni geologiche di più giorni alla Gardetta e nelle altre località di interesse geologico della Valle Maira: dal 1997-2012 con l'Università di Genova e dal 2017-2020 con l'Università di Torino. Da qui nasce l'idea di valorizzare ulteriormente quelli che potrebbero diventare dei Summer Camp School universitari in Valle Maira. 
Perchè insistiamo a portare ricercatori e studenti alla Gardetta? Perchè le scoperte si sono rivelate sorprendenti, e si vogliono continuare le prospezioni per trovare nuove impronte e chissà se un giorno anche degli scheletri di rettili triassici. Un sogno che soltanto attraverso una ricerca scientifica e dettagliata del territorio si potrà avverare.

Obiettivi correnti dell'Associazione Escarton 

Riteniamo meritevole di attenzione da parte delle istituzioni una nostra proposta di creazione di un centro visitatori  a indirizzo geologico e paleontologico chiamato “GeoPaleoPark” in una struttura pubblica già̀ esistente, nella disponibilità̀ dei Comuni di Marmora e Canosio, con il coinvolgimento dell’Unione Montana Valle Maira e della competente Soprintendenza per concordare gli interventi futuri e la stesura di un progetto di ricerca pluriennale.

Parallelamente riscontriamo la necessità di rendere fruibile al territorio i progressi scientifici ottenuti creando un luogo accessibile dove esporre la riproduzione di calchi insieme al modello a scala reale dei due tipi di rettili che hanno lasciato le loro impronte sulle rocce.

Si intende anche realizzare una installazione museale esterna per raccontare le peculiarità̀ geologiche del territorio, attraverso un GeoGarden, ossia un giardino didattico-divulgativo che ricrei l’eterogeneo ambiente roccioso dell’Altopiano della Gardetta.

Il progetto “Impronte dal passato” durante il suo sviluppo ha ricevuto il fondamentale contributo della Camera di Commercio di Cuneo e dalla Banca Credito Cooperativo di Caraglio.                                                                 

L’Associazione Escarton ha elargito fondi propri derivanti dalle tessere dei soci e dall’organizzazione di corsi di ballo e cultura occitana a Torino.                                                       

Per promuovere le campagne di ricerca è stata indetta una raccolta fondi sui social e sulle testate giornalistiche locali.

SI RINGRAZIANO PER L'AIUTO ACCORDATOCI: 

Associati Associazione Escarton

Andreina Conte - Dronero.

Albergo Le Marmotte - Acceglio.

Hote Londra – Acceglio

Antonella Chiapello - Castiglione della Pescaia.

Attilio Dalmasso - Bernezzo

Enzo Resta - Accompagnatore naturalistico Dronero. 

Enrico Collo - Accompagnatore naturalistico Dronero. 

Giovanni Barroso

Jacopo Pelullo - Torino

Monica Dassano - Cambiano

Marlisa Cravero - Bra

Michele Perna – Moncalieri

Massimo Pennino - Cairo Montenotte

Michelis Ezio - Alba

Simona Albanesi

Stefano Macchetta - Accompagnatore naturalistico Cervasca. 

Roberto Jarre

Rifugio Gardetta RG - Canosio e numerosi altri sostenitori.

Per chi volesse aiutare l’Associazione a continuare l’opera di ricerca scientifica e la valorizzazione turistica del Patrimonio Paleontologico della Gardetta, questi sono i riferimenti per contattarci.

associazione@escarton.it  

Tel 346.6295202


Associazione Escarton A.P.S.

Il Presidente

Giovanni Raggi


Siamo alla ricerca di sponsor per il futuro!

Impronte dal passato

I costi che siamo andati a sostenere in questa prima fase del progetto sono stati:
- Trasferte e accoglienza annuale dei ricercatori.
- Allestimento cantiere di lavoro coordinato da Università e Soprintendenza, a cui ha dato una preziosa mano il Rifugio Gardetta.
- Rendere disponibile in forma open access (ossia libera e gratuita a tutti) la pubblicazione scientifica.

Vuoi aggiungere anche il tuo nome? Abbiamo bisogno del tuo aiuto per realizzare un altro sogno.

AIUTACI A SOSTENERE IL PROGETTO "IMPRONTE DAL PASSATO"
PER LO STUDIO DELLE IMPRONTE DI RETTILI TRIASSICI IN VAL MAIRA


I costi preventivati per il futuro progetto di valorizzazione sono di diverse migliaia di euro; oltre alle donazioni spontanee di privati, Camera di Commercio di Cuneo e Banca Credito Cooperativo di Caraglio, per il momento decisive nel sostenere i lavori svolti, siamo alla ricerca di sponsor privati o enti che possano essere interessati a sostenere il progetto.


Per chi volesse aiutarci, può contattarci telefonicamente, oppure effettuare un bonifico intestandolo a:
ASSOCIAZIONE CULTURALE ESCARTON 
iban IT13L0311101008000000064003
indicando nella causale 
"RICERCA RETTILI TRIASSICI GARDETTA" 
Pregandovi di inviare i vostri dati riportando nome, cognome ed indirizzo completo con un sms, mail o lettera, per poter effettuare l'invio della ricevuta. 


 
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